"Legge quadro? Meglio recuperare le norme esistenti"
"Legge quadro? Meglio recuperare le norme esistenti"
Il presidente Parisi torna a farsi sentire sulla crisi dello sport siciliano: ''Dalla Regione totale disinteresse, siamo sull'orlo del baratro''
''In questo momento - spiega Parisi - lo sport siciliano ha un'unica certezza, quella di dover dire addio ai finanziamenti legati alle leggi 18/86 e 31/84 che si occupano dell'attività di vertice. Un duro colpo per le società che avevano programmato la propria attività facendo affidamento su due norme che abbiamo cercato di difendere con forza in ogni sede. A ciò si aggiungano gli effetti devastanti dell'avviso speciale pubblicato dall'assessorato regionale al Turismo che, a fronte di richieste burocratiche difficili sia da interpretare che da soddisfare, ha indotto ben 1.500 società, sulle 2.500 iniziali che avevano fatto istanza a gennaio, a non presentare l’integrazione per beneficiare dei contributi''.
''Il risultato è che lo sport siciliano è costretto a navigare a vista, senza l'ombra di uno spiraglio che consenta alle numerose realtà il cui futuro è a rischio di avere un barlume di speranza. L'assenza dell'assessore regionale Stancheris alla nuova audizione in quarta commissione dell'Ars tenutasi la scorsa settimana non è purtroppo una novità e conferma l'atteggiamento di assoluto e sconcertante disinteresse del governo e, nello specifico, dello stesso assessore''.
''La bocciatura in Commissione Bilancio dell'emendamento presentato dagli onorevoli Pogliese, Falcone e Vinciullo - aggiunge Parisi - per vincolare due milioni allo sport conferma la scarsa attenzione dell'amministrazione regionale per le esigenze del settore. Al momento non sappiamo ancora quanti e quali saranno i fondi destinati allo sport siciliano. Ci piacerebbe capire come il governo regionale pensa che l'attività sportiva nella nostra isola possa avere ancora un futuro date queste premesse''.
''Quanto alla proposta di presentare una nuova legge quadro, come è stata impropriamente definita, devo dire che, pur condividendone l'ispirazione, non posso fare a meno di rilevare come l'esiguità del tempo disponibile comprometta l'efficacia di una simile iniziativa. La sensazione è che tale legge possa diventare una sorta di scappatoia del governo, una formula dilatoria al cospetto di problema che invece richiede risposte sollecite”.
''La mia proposta, che presenterò formalmente alla prossima riunione di giunta Coni dopo averne già parlato con alcuni componenti, è quella di recuperare le leggi esistenti - conclude Parisi - e rinviare l’elaborazione della legge quadro al prossimo anno, quando ci sarà tempo per calibrarne i contenuti con la cura che il caso richiede, così da evitare anche spiacevoli malintesi tra gli operatori sportivi e mantenere compatto tutto il movimento. Del resto, la Sicilia possiede una normativa di settore che tutta Italia ci invidia. Difendere questo patrimonio normativo significa difendere il nostro futuro''.
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