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Parisi lascia giunta Coni: ''Un segnale di coerenza"

News 27 dicembre 2013

Parisi lascia giunta Coni: ''Un segnale di coerenza"

Il presidente della Federnuoto Sicilia si dimette dalla giunta regionale e replica al presidente Caramazza: ''Decisione in linea con idee che ho espresso da tempo e con un dissenso sempre più diffuso''

Parisi lascia giunta Coni: ''Un segnale di coerenza"
Una scelta dolorosa ma necessaria e soprattutto coerente. Sergio Parisi, presidente della Federnuoto Sicilia, accompagna le proprie dimissioni quale membro di giunta del Coni regionale a una necessaria replica alle parole che il presidente del Coni Sicilia, Giovanni Caramazza, ha fatto seguire a tale, legittimo segnale di sfiducia nei confronti della sua gestione.

"Lealtà significa innanzitutto coerenza. Verso se stessi, i propri princìpi e le azioni che ne derivano. La stessa coerenza che ha portato alle mie dimissioni, annunciate e confermate, e a quelle di Enzo Falzone e Roberta Cascio. Quando il presidente Caramazza si rivolge a me e agli membri di giunta dimissionari parlando di "tradimento" e di "trame nell'ombra" dimostra di avere memoria corta e troppa disinvoltura nel lanciare invettive tirando in ballo, a sproposito, uno dei valori fondanti dello sport''.

''Sarebbe facile replicare utilizzando lo stesso, inappropriato registro, ma è molto più semplice ed efficace far parlare i fatti. Per rendersi conto di come si è giunti a questo punto, basta consultare i quotidiani degli ultimi mesi o il sito ufficiale del nostro comitato regionale (www.finsicilia.it). Già nello scorso settembre, in occasione dell'audizione con la II e la IV commissione dell'assemblea regionale, il sottoscritto si era esposto in prima persona denunciando i gravi problemi che mettevano a rischio il futuro dello sport siciliano invocando la necessità di un cambio di passo (20 settembre)''.

''A distanza di neppure venti giorni sono tornato a farmi sentire per sottolineare  l'insoddisfacente evolversi della situazione (8 ottobre) e a metà novembre ho compiuto un ulteriore passo avanti specificando che la strada della cosiddetta ''legge quadro'', caldeggiata proprio dal presidente Caramazza, non era la soluzione idonea (11 novembre)''.

''Parole, idee e prese di posizione chiare, precise, espresse da me più volte in giunta Coni e sintomatiche di un dissenso che non è certo una voce isolata nel panorama dello sport siciliano ma che al contrario trova conferma nel documento di sfiducia firmato da 35 presidenti di Federazione, numero peraltro destinato a salire ulteriormente. Il presidente Caramazza sembra stupirsi che alcuni membri della giunta possano essere entrati in disaccordo con lui dopo averne condiviso il programma iniziale spingendosi così a parlare di "tradimento": accusa originale, fondata sulla curiosa convinzione che la suddetta condivisione del programma escludesse qualsiasi critica o divergenza sul metodo di lavoro utilizzato in corso d'opera''.

''A stupirsi, invece, è purtroppo ancora il sottoscritto, costretto a registrare i toni quasi trionfalistici usati dal presidente Caramazza per i due milioni e centomila euro stanziati dalla Regione per lo sport: cifra irrisoria che, secondo le ultime allarmanti notizie, potrebbe persino essere inferiore perchè da condividere con altri destinatari non inclusi nell'avviso speciale. Numeri miseri e ahimè impietosi che mal si conciliano con l'infelice teminologia scelta da Caramazza quando parla di "richiesta di sfiducia malevola e strumentale''.