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"Sport siciliano, futuro a rischio"

News 20 settembre 2013

"Sport siciliano, futuro a rischio"

Il presidente Parisi lancia l'allarme dopo l'audizione voluta dal Coni Sicilia con la II e la IV commissione del governo regionale: ''Mancano fondi e chiarezza sulla distribuzione delle risorse, c'è un problema di metodo. L'attività di vertice rischia di pagare il prezzo più alto''

"Sport siciliano, futuro a rischio"
Agire subito per non compromettere il futuro dello sport siciliano, a cominciare dall'attività di vertice. Sergio Parisi, presidente della Federnuoto Sicilia e membro della giunta Coni regionale, lancia un grido d'allarme che non può rimanere inascoltato.

La presa di posizione giunge all'indomani dell'audizione voluta dal Coni Sicilia con la II e la IV commissione dell'assemblea regionale, rispettivamente “Bilancio e Programmazione” e “Ambiente e Territorio”, rappresentate dai presidenti Trizzino e Dina, e dall'assessore al bilancio, Luca Bianchi. Assente, invece, l'assessore al turismo, Michela Stancheris, che non si è presentata all'incontro mandando un suo delegato.

Insieme al presidente del Coni Sicilia Giovanni Caramazza, il segretario del comitato Aldo Di Pietro, e agli altri componenti di giunta Salvo Russo, Antonio Rescifina e Carlo Beninati, il presidente Parisi (nella foto con il presidente Caramazza e l'assessore Bianchi) ha avanzato le istanze del mondo dello sport regionale mettendo particolarmente in evidenza le difficoltà e i rischi a cui vanno incontro le realtà di vertice, molte delle quali provenienti proprio dall'universo Federnuoto.

''Con la cancellazione della tabella H - spiega il presidente Sergio Parisi - sono sparite anche le leggi 8/78, 18/86 e 31/84 che avevano come oggetto l'attività sportiva di base e di vertice. La pubblicazione, ad agosto, di un nuovo bando dedicato a tutti i destinatari della tabella H non tiene conto che chi prima beneficiava dei fondi grazie alle leggi sopracitate ora non può più aderire al bando''.

''La legge 16 del 21 agosto 2013 - continua Parisi - è aperta ad associazioni di ogni genere e palesa grande vaghezza su come si possano chiamare in causa i destinatari della legge 8 sullo sport di base. Delle leggi 18 e 31 non ci sono tracce, aspetto che mette in crisi tutte le società che per programmare la propria attività facevano riferimento a tali norme e alla pubblicazione a settembre sulla Gazzetta ufficiale delle disposizioni conseguenti. Al di là della carenza di fondi, che comunque esiste, emerge un problema di metodo''.

''Siamo molto preoccupati - conclude il presidente della Federnuoto Sicilia - per il futuro dello sport siciliano. La nostra regione ha saputo esprimere - e continua a farlo - numerose realtà di primo piano nel panorama sportivo italiano e internazionale. La Federnuoto, che ho l'onore di rappresentare, è l'emblema di una invidiabile continuità ad alti livelli, ma il discorso è generale e non riguarda solo la nostra federazione. Occorre che l'amministrazione regionale si renda conto della delicatezza del momento prendendo provvedimenti seri per non mettere in ginocchio l'intero movimento. Ci saremmo aspettati la presenza dell'assessore Stancheris all'audizione svolta ieri, sarebbe stato un segnale di maggiore attenzione verso il nostro mondo, quell'attenzione che sinora è mancata. E' giusto, altresì, spendere una parola di ringraziamento per i presidenti delle commissioni e i deputati regionali che hanno mostrato sensibilità sull'argomento e spirito di collaborazione''.